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Wellington ve Sharpe'nin Hindistan kampanyalarının son bölümü.

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İlk Okumalardan Madapple kazandım. Şimdi geldiğini okumak için sabırsızlanıyorum. (3/24)

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Nel momento in cui un personaggio comincia a raccontarti morte e miracoli, uno si aspetta che abbia fatto grandi cose, o che abbia agito in maniera tale da ispirarti, ma non è mica detto, eh. Barry Lyndon assilla il proprio lettore dilungadosi sulla sua progidiosa vita, che a detta di lui, è fra le più singolare di qualsiasi uomo vissuto in Europa (ma anche no). Comincia dai tempi in cui era un bambino proveniente da una famiglia irlandese alla rovina, per mano dei debiti di gioco della figura paterna, e passa per la sua scalata verso il riscatto di una posizione sociale ed economica che gli era stata così ingiustamente soffiata, fino ad arrivare ad una sorta di "i giochi sono finiti, ora distribuiamo ceffoni e caramelle a chi se li merita". Anche David Copperfield, romanzo contemporaneo a Le memorie di Barry Lyndon, è il racconto di una vita intera, ma Copperfield non c'entra assolutamente nulla con Barry, anzi, è quasi il suo opposto. Questa eterna battaglia fra Dickens e Thackeray mi diverte ancora adesso, ma comunque. Barry Lyndon è quel personaggio che, se visto da un'ottica esterna, attraverso gli occhi di qualcun'altro, non potrebbe risultare che insopportabile, un vero e proprio antagonista. Però Thackeray si annoia a giocare con i buoni, ha un'inspiegabile attrazione per le figure dei furfanti, degli ipocriti, arrivisti, e riferendosi anche a Becky Sharp, scalatori sociali molto fortunati che di meriti hanno poco e niente. E quindi patapum, giriamo il piano, siamo i cattivi alle prese con le ingiuste e ingiustificate voci della gente. Io, MALVAGIO? Sì, è vero, a volte ho dovuto frustare quella bestia del mio figliastro perché si permetteva di insultarmi in pubblico, ma non potevo fare altrimenti, capite? Mi disonorava. Sono sicuro che l'avreste fatto anche voi. Io, IPOCRITA? Ma come vi permettete, ma lo sarete voi. Sì, forse a volte ho cercato di rigirare con qualche balla chi mi intralciava nei miei piani, ho fatto qualche moina, ho riempito la mia futura moglie di lodi per convincerla di quanto io sia romantico (ah-ah!) e sinceramente innamorato, ma avevo bisogno di soldi, capite? Io, persona poco ONESTA? Ma io sono onestissimo, stiamo scherzando?! Sì, sono stato il proprietario di un casinò, e non esitavo a riscuotere i debiti ricorrendo alla forza con il mio famoso coltello a serramanico che scatta al minimo affronto, ma dopotutto è un mestiere come gli altri. Confesso di aver aggirato la via del Bene per arrivare prima a ciò che volevo, ma insomma, l'avreste fatto anche voi. Il punto è che Thackeray non ti direbbe mai, "oh, lo vedi, lo vedi quanto è cattivo e scorretto, puniamolo insieme". Non è nel suo stile, non è di classe. Lui asseconda la figura che odia e che allo stesso tempo lo interessa di più, asseconda quello che in fondo era un componente della società: l'individuo meschino che si fa strada nel successo (non manca neanche adesso), che non esita a tirare fuori uno dei suoi migliori sorrisi per ottenere quello che vuole, che non esita a sacrificare persone innocenti per i suoi scopi, tanto chi se ne frega della felicità altrui. E se sei un lettore attento, vedi che ogni tanto lancia frecciatine al suo stesso personaggio, lo mette allo scoperto per i lettori in tutta la sua basseza, come se fosse un clown, però non sconvolge mai il sipario con una chiara denuncia. Thackeray lavora sempre per sottofondi. E più vai avanti con la storia, più senti la minaccia incombente, il momento in cui Thackeray darà la botta finale. Perché in fondo al vecchio William piacciono tanto i monelli, gli piace un sacco quando si danno alla pazza gioia nei loro passi scorretti, però la cosa che gli piace di più è quando arriva il fatale momento in cui pam, fa loro lo sgambetto, e questi precipitano e precipitano. A mio parere è la parte in cui gode di più. Barry Lyndon è originale, divertente e allo stesso tempo esasperante, che vengano ricordati i momenti in cui dedicava un intero capitolo per spiegare nel dettaglio quanto lui fosse figo, oppure gli interi capitoli dove si dilunga sui suoi inviadibili possedimenti, o sul figlioletto che, mon dieu, parlottà già in un amabile francese. Più dolci gli episodi dell'infanzia, in cui è ancora ingenuo e si batte a duello per una ragazzetta di campagna da cui si lasciava asservire (non si sarebbe mai più lasciato ingabbare così, però non avrebbe esitato a fare il contrario). Il signorino è vanitoso, ma sostiene di non esserlo affatto, il signorino è forse dipendente più degli altri dall'etichetta, dal giudizio della società, ma allo stesso tempo si atteggia a individuo superiore e distaccato, il signorino capisce di non essere stato proprio un buon padre, ma allo stesso tempo è sicuro di non aver mai fatto mancare nulla al suo Bryan. Insomma, il signorino non è disposto ad ammettere colpe o gravosi difetti, e questo fino alla fine, lui è uno dei pochi gentleman rimasti al mondo, la storia della sua vita è un dramma che i lettori devono conoscere. Personalmente esco dalla lettura con un sorriso divertito, ma allo stesso tempo assumo un po' le fattezze di quella che potrebbe essere l'espressione di Thackeray: ridiamo, ridiamo della miseria di certa gente, divertiamoci a giocare con loro come se fossero bambolotti da prendere in giro e magari per qualche istante guardiamoli persino con affetto, però che trionfi la giustizia, almeno nel romanzo, visto che nella società non accade mai. Piccola nota a margine: Aldo Valori, o tu, traduttore, ripassati la grammatica. Per carità, traduzione senza nulla di deplorevole, però certi strafalcioni grammaticali come "qual'è"..insomma, eh.. (detto fra noi, l'ho colto in fallo in un congiuntivo mancato)

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a good fast read. Fun to have around for a beach weekend or sometime when you want a slightly rediculous tale spun for you. The dialogue is not as Allende's best, but the swashbuckling story mostly makes up for it.